lunedì, Giugno 17, 2024
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Pomeriggio Cinque: la riscossa di Myrta Merlino a colpi di esclusive e approfondimenti

La riscossa silenziosa di Myrta Merlino, “accusata” di non essere all’altezza del pubblico di Pomeriggio Cinque e delle aspettative di share della rete, è passata per servizi esclusivi e per la costanza di puntare sulla professionalità. Il suo stile di conduzione e di grammatica televisiva, fortemente voluto da Pier Silvio Berlusconi per riscrivere la storia moderna di Mediaset sotto la sua gestione esclusiva, sembra essere giunto al punto di svolta con una fidelizzazione del pubblico generalista.

Gli ascolti di Pomeriggio 2.0 disegnano il nuovo pubblico del pomeriggio Mediaset

Partiamo da una delle puntate di fine anno, prima dell’inizio delle vacanze di Natale. Mercoledì 6 dicembre sono stati 1.425.000 gli spettatori collegati, pari al 15% nella prima parte e 1.464.000 spettatori pari al 13.3% nella seconda parte. Si accorcia la distanza con gli ultimi appuntamenti del programma di fascia pomeridiana di Canale 5, che con Barbara D’Urso faceva registrare un ascolto medio di circa 2 punti di share superiori. Sembra proprio che la strada verso un posizionamento stabile in termini di ascolti e di target di pubblico sia un obiettivo raggiungibile entro la fine della stagione. Intanto la giornalista ex La7 incassa la fiducia limpida dalla direzione di rete che non ha mai lasciato Merlino isolata al centro della bufera che ha travolto il repentino cambio di conduzione del programma.

Ultimo Servizio esclusivo: i genitori di Erika Preti

È successo la domenica prima di Natale, io vado in un negozio dei cinesi, alla cassa i miei amici mi hanno detto “guarda chi c’è”. Mi sono girato, ho subito cambiato colore e mi sono innervosito. c’era il papà e lui che camminava con una stampella. Ricordiamo che è uscito dal carcere perché in carcere non poteva camminare

Sono le parole di Fabrizio e Tiziana, genitori di Erika Preti, che nel pomeriggio di ieri, ai microfoni di Pomeriggio Cinque hanno commentato l’incontro fatto con Dimitri Fricano, l’assassino della figlia. L’uomo era stato condannato a trent’anni di carcere per aver ucciso l’allora fidanzata ma a novembre il Tribunale di sorveglianza di Torino ha deciso che il trentacinquenne proseguirà la detenzione ai domiciliari per motivi di salute, nella casa dove vivono i suoi genitori, poco distante da quella che era l’abitazione di Erika.

È entrato e io sono andato fuori. Ho telefonato a Tiziana che non riuscivo più parlare, loro sono usciti subito e l’ho visto salire da solo in macchina. Dicevano che ha bisogno di camminare su una sedia a rotelle, un’altra volta l’ho visto nella via centrale di Biella, via Italia, in carrozzella e il suo papà lo spingeva. Io devo ringraziare i miei amici perché non so come potrebbe finire. Io ho 60 anni, sono bravo, però non so quanto riesco ancora a fare bravo

Ha così proseguito il padre della Vittima di Femminicidio. Tiziana, la madre di Erika, ha aggiunto:

è a rischio vita però gira per Biella, e gira per i negozi, va nei supermercati, va nei negozi dei cinesi, sale e scende dalla macchina, esce ed entra da casa da solo, cioè, non è su una sedia a rotelle. Questa persona è incompatibile con la vita del carcere e basta. Per il resto riesce a fare tutto. Questa cosa mi sta facendo andare fuori di testa, veramente, perché se io voglio andare a Biella dalle 3:00 alle 6:00 del pomeriggio sono in ansia, non posso andare da sola, non ce la faccio. Hanno messo noi ai domiciliari e non è giusta questa cosa perché abbiamo accettato che sia andato a casa perché stava male, ma non sta male, queste feste le abbiamo passate a Maalox perché ho lo stomaco a pezzi. Non posso pensare che lui tutti i giorni, tre ore al giorno, vada a passeggio. Io non ho tre ore al giorno per andare a passeggio, non me lo posso permettere, è una cosa assurda, è una cosa che non mi dà pace.». «Lui ha fatto Natale e Capodanno con i suoi genitori, lui sale e scende dalla macchina, come fa a salire in una macchina normale una persona, come dice lui, a rischio vita, che non riesce a fare niente, che non si alzava per lavarsi in carcere? – Poi aggiunge: Quando una mattina l’ho incrociato a Biella lui sembrava mi venisse incontro per salutarmi. Io l’ho aggredito verbalmente, Io ammetto, quando l’ho visto mi ha mandato il sangue alla testa, ho cominciato a dirgli a chiedergli di spiegarmi la differenza tra due e 57 coltellate. Se secondo lui non ci fosse differenza perché con due coltellate una persona si può salvare, si può difendere, con 57 coltellate una persona fa la fine che ha fatto Erica. Quando io l’ho aggredito così lui è partito, è andato dai Carabinieri a dire che io l’ho aggredito. Cioè lui va dai Carabinieri per difendersi da me. Si può? Siamo arrivati al punto che io non posso neanche più parlare, non posso dire quello che penso di queste persone? Se io ho Fabrizio ci troviamo a Biella da soli e troviamo loro due? Ci rendiamo conto che questa persona in cinque minuti ha ucciso nostra figlia ed è libero di andare in giro solo accompagnato dal padre? Non sono domiciliari, è un assassino libero

L’impegno, anche civile, della giornalista scelta da Pier Silvio Berlusconi per il nuovo corso di Videonews sembra prendere il toro per le corna anche sui temi del femminicidio e della giustizia. Ma non solo, anche rispetto alla cronaca nera e ai casi irrisolti, come quello della piccola Kata, Pomeriggio Cinque ha dedicato ampio spazio sul finire del 2023!

Il Caso delle Piccola Kata, un’esclusiva per chiudere il 2023 e le polemiche

Kata pomeriggio cinque

Torna di grande attualità il caso della piccola Kata in questi giorni in cui la mamma è stata chiamata a visionare nuove immagini potenzialmente importanti ai fini della ricerca della bambina. Anche in questo caso, Myrta Merlino ed il suo team sono stati tempestivi, non mollando le notizie anche quando sembrava spegnersi l’attenzione dell’opinione pubblica intorno alla triste vicenda. Ad Ottobre aveva infatti ospitato la mamma della piccola, che aveva fatto un appello diretto, entrando per la prima volta in uno studio televisivo:

Voglio la verità, voglio sapere cos’è successo a mia figlia La polizia ha perso molto tempo. Credo sinceramente, che l’abbiano portata fuori quello stesso giorno. Penso che sia inutile continuare a cercare lì, mia figlia, Cos’hanno trovato? Niente. Dobbiamo cercare da altre parti. Ho fatto sapere agli inquirenti quali sono i miei sospetti e ho dato loro anche tanti strumenti per cercare un’altra pista. All’inizio – conclude, Katherine Alvarez – ho avuto il dubbio di tutti e chiedere a mio fratello al quale l’avevo lasciata. Poi, vedendo tutta la situazione, sentendo quello che succedeva lì dentro, ho pensato anche ad altre persone. E sono andata dagli inquirenti a dire di queste persone, su cui ho sospetti

Myrta Merlino: Missione Compiuta!

La missione di Myrta Merlino, di riscrivere un programma da zero, adattandosi nel giusto equilibrio tra la propria storia personale e quella delle precedenti, radicatissime, versioni di questa pagina importante di storia Mediaset, sembra essere compiuta. A colpi di “resistenza”, lavoro e studio dei casi di attualità, cronaca e una buona dose di senso civico verso il telespettatore e la società, più in generale. Vedremo se anche lo share troverà questo stesso equilibrio fornendo dati stabili e nuovi target per Mediaset!

Serena Basciani
Serena Basciani
Classe '83, romana, i miei primi amori sono stati Dante Alighieri e Giovanni Falcone. Ho studiato lettere e sono appassionata di linguaggi dei mass media. Adoro analizzare i dati di ascolti tv e sono follemente innamorata del Festival di Sanremo, da sempre. La parte che preferisco di questo lavoro è quella che mi porta a conoscere le persone, in tutte le loro sfaccettature, per questo mi piace tantissimo fare interviste. In età adulta ho sviluppato una sfrenata passione per Carl Gustav Jung. Descrivermi in 3 parole? “Mangio Scrivo Amo” … al 100%!
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